05 apr 2017

Il trionfo. La Lazio vola in finale di coppa Italia.

Roma, ancora una volta, è biancoceleste! La Lazio è la prima finalista della Coppa Italia 2017. Batte la Roma e vola in finale. A condannare la squadra di Spalletti sono ancora Milinkovic-Savic e Immobile, già decisivi nel primo atto. Il serbo sblocca il match al 37', l'attaccante trova il 2-1 al 56'. Inutili il momentaneo 1-1 di El Shaarawy al 43' e la doppietta di Salah (66' e 90'). 
Ora si aspetta il verdetto della vincente di Napoli-Juve. L'annata da favola di Inzaghi e i suoi gladiatori continua, il secondo gol spezza le gambe ai cugini, che ci credono e rimontano ma è merito soprattutto della calma e della spensieratezza con la quale i biancocelesti affrontano il secondo tempo di gioco. 
E' festa all'Olimpico, e torna in mente il gol di Lulic al minuto 71, la coppa in faccia, la curva sud che sconsolata abbandona gli spalti. La gioia è Lazio! Di Milinkovic che indica il simbolo sulla maglia, di Immobile che corre verso la Nord, di Inzaghi che abbraccia Radu. Di tutto il popolo che fa cantare Roma Capitale. La gioia è la Roma disillusa, del detto non scritto: mai parlare prima di giocare: "Vinceremo il derby sia all'andata che al ritorno e alzeremo la Coppa". Di Radja Nainggolan che scaramantico non è, di Totti e del nervosismo a bordo campo, di De Rossi e Spalletti e della sud che non sanno cosa vuol dire vincere un derby che valga davvero. Della maglia celebrativa che ancora una volta resta negli spogliatoi. Il trionfo siamo noi quest'oggi, carichi e proiettati verso la finale. L'aquila è Roma, ricordiamolo al mondo. 

02 apr 2017

Sale la febbre derby: Roma vs Lazio, il ritorno.

E la febbre da derby sale. Archiviata per le due romane la 30° giornata di serie A, la sfida infinita echeggia più che mai nella Capitale. In un derby infinito mai domo. 
Non una sfida come tutte le altre, mai come il 26 maggio 2013, ma una sfida durissima per i nervi dei giocatori e dei tifosi sugli spalti. A proposito di pubblico, si toccheranno cinquantamila spettatori che, dopo le ultime stracittadine con pochissima gente sugli spalti, è un successo. Finora venduti 23 mila biglietti ai giallorossi, 14.000 ai laziali ma il numero è destinato a crescere. Via le inutili barriere, via quel senso di prigionia che legava a doppio nodo lo stadio Olimpico. L’apertura di credito di chi gestisce l’ordine pubblico non deve essere persa per nessun motivo, quindi ci si aspetta una bel derby in campo e fuori perchè stavolta c’è in palio la finale di Coppa Italia. La Lazio parte col vantaggio di due gol, la forza d’urto della Roma può rimettere tutto in gioco.

La Capitale dedica al derby di Roma, coppa o campionato che sia, tutta l'attenzione, l'emozione ai preparativi, gli sfottò, coreografie e vecchi ricordi che merita. C'è chi parla di Lulic e del minuto 71, chi ricorda "er selfie del capitano" chi ancora torna indietro di decenni: il dito puntato di Chinaglia, la tenacia di Voeller. C'è l'aeroplanino di Montella, la corsa di Di Canio sotto la Sud, gli anni d'oro dell'era Cragnotti. C'è chi prepara la maglietta che indosserà il giorno del match come se fosse un rito indispensabile, chi vende in gelateria il gusto biancoceleste o giallorosso, chi i gadget di Totti e Immobile e chi colora la città dei colori del cielo e del sole. Il derby di Roma è tutto questo e molto altro ancora. Il derby è il confronto tra la rivelazione Inzaghi e il confermato Spalletti. E' la sfida tra Nainggolan e Parolo, la velocità di Anderson, Keita e Salah, la difesa di De Vrij e Manòlas e Fazio.
Il derby della Capitale è l'emozione di due popoli a confronto, la sete di vittoria, la fame di gloria. La finale passa da Roma, la remuntada contro i nervi saldi della squadra biancoceleste. Si parte dal 2-0 a favore della prima squadra della Capitale. Questo non è un motivo per rilassarsi, anzi. Roma vs Lazio, il ritorno.

22 mar 2017

I lazionali impegnati in patria.


Una squadra intera che se ne va. Inzaghi dovrà fare a meno di ben 11 giocatori, chiamati a raccolta dalle varie Nazionali. In programma, oltre alle qualificazioni ai Mondiali del 2018, ci sono diverse amichevoli di lusso e qualche duello tra compagni di club. È il caso di Immobile e Parolo che venerdì cercheranno di segnare a Strakosha (nel caso in cui De Biasi lo faccia esordire dal primo minuto) e martedì prossimo proveranno a buttare giù il muro orange composto da de Vrij e Hoedt. Fondamentale il doppio impegno di Lucas Biglia con la sua Argentina: i ragazzi di Bauza hanno bisogno di battere Cile e Bolivia per risalire la classifica del girone sudamericano. Solo amichevoli per Keita, Bastos, Lulic e Milinkovic, mentre il giovane Abukar Mohamed sarà impegnato in tre match della Fase Élite dell'Europeo Under 19. 

Ecco il programma nel dettaglio:

GIOVEDÌ 23 MARZO
MOHAMED: Olanda U19- Finlandia U19 (Fase Élite Europeo Under 19), ore 16:00, Stadio Marsdijk, Assen (Olanda).
KEITA: Nigeria-Senegal (Amichevole), ore 21:00, The Hive Stadium, Londra (Inghilterra).
BIGLIA: Argentina-Cile (Qualificazione Mondiale 2018), ore 00:30, Stadio monumentale Antonio Vespucio Liberti, Buenos Aires (Argentina).

VENERDÌ 24 MARZO
IMMOBILE E PAROLO: Italia-Albania (Qualificazione Mondiale 2018), ore 20:45, Stadio Renzo Barbera, Palermo (Italia).
STRAKOSHA: Italia-Albania (Qualificazione Mondiale 2018), ore 20:45, Stadio Renzo Barbera, Palermo (Italia).
MILINKOVIC: Svezia U21-Serbia U21 (Amichevole), ore 20:45, Marbella Football Centre, Malaga (Spagna).

SABATO 25 MARZO
MOHAMED: Grecia U19- Finlandia U19 (Fase Élite Europeo Under 19), ore 14:00, Stadio Marsdijk, Assen (Olanda).
DE VRIJ E HOEDT: Bulgaria-Olanda (Qualificazione Mondiale 2018), ore 20:45, Stadio Nazionale Vasil Levski, Sofia (Bulgaria).

LUNEDÌ 27 MARZO
KEITA: Costa D’Avorio-Senegal (Amichevole), ore 20:00, Stadio Charléty, Parigi (Francia).

MARTEDÌ 28 MARZO
MOHAMED: Finlandia U19-Ucraina U19 (Fase Élite Europeo Under 19), ore 17:00, Stadio Sportpark de Bosk, Harkema (Olanda).
MILINKOVIC: Slovacchia U21-Serbia U21 (Amichevole), ore 17:20, Stadio NTC Senec, Senec (Slovacchia).
LULIC: Albania-Bosnia (Amichevole), ore 18:00, Elbasan Arena, Elbasan (Albania).
STRAKOSHA: Albania-Bosnia (Amichevole), ore 18:00, Elbasan Arena, Elbasan (Albania).
BASTOS: Sudafrica-Angola (Amichevole), ore 19:00 (locali), Buffalo City Stadium, East London (Sudafrica).
IMMOBILE E PAROLO: Olanda-Italia (Amichevole), ore 20:45, Amsterdam Arena, Amsterdam (Olanda).
DE VRIJ E HOEDT: Olanda-Italia (Amichevole), ore 20:45, Amsterdam Arena, Amsterdam (Olanda).
BIGLIA: Bolivia-Argentina (Qualificazione Mondiale 2018), ore 22:00, Stadio Hernando Siles, La Paz (Bolivia).

14 mar 2017

Inzaghi: "Sognare è lecito, Keita? Vorrei trattenerlo".


Vittoria nel segno di Ciro Immobile, Keita e Felipe Anderson. Dopo il Bologna, l’attaccante campano è decisivo anche contro il Torino insieme alla punta senegalese e il brasiliano. La Lazio allunga su Atalanta e Milan, scavalca l’Inter in classifica e si lancia sempre di più verso un posto in Europa League. Non può che essere soddisfatto Simone Inzaghi, che esprime la sua soddisfazione al termine della sfida in conferenza stampa. Segui la diretta della conferenza del tecnico laziale a cura de Lalaziosiamonoi.it.


Le condizioni di Radu e de Vrij?
"Avevano entrambi la borsa del ghiaccio a fine partita: Radu ha preso una botta sull'anca, de Vrij aveva un dolorino al ginocchio e già nel primo tempo mi aveva guardato, ho fatto terminare la prima frazione poi l'ho sostituito. Ma sono fiducioso del loro recupero".

Un giudizio sulla sfida?
"Abbiamo fatto un buonissimo calcio, avremmo dovuto fare una rete nel primo tempo. Nella seconda frazione siamo stati meno belli, ma abbiamo fatto tre reti. Abbiamo vinto una sfida che sull'1-0 non è mai chiusa, il Torino non ci aveva mai impensierito, ma i granata  al primo cross hanno segnato. E'stato bravissimo Maxi Lopez, abbiamo sbagliato qualcosa sul loro gol.  Poi abbiamo fatto benissimo e siamo stati bravi a riprenderla, con Keita e gli altri subentrati, che mi fanno stare tranquillo. Mi fanno vedere il futuro: vedere elementi che entrano in partita e disputano una gara così, in questo modo, per me è motivo di grande orgoglio".

Vorresti trattenere Keita?
"Si tratta di un mio desiderio, si tratta di un giocatore importantissimo. Un elemento che probabilmente avrebbe giocato dall'inizio oggi. Aveva un brutto taglio al piede, ma mi ha fatto vedere con due soli allenamenti che avrebbe voluto giocare. Comunque al di là di Biglia e Keita, di cui si parla sempre vorrei trattenerli tutti. Vedere Lukaku e Wallace entrare in questo modo è un motivo d'orgoglio e mi lascia tranquillo". 

Questa Lazio può puntare alla Champions?
"Non mi sono mai nascosto, affrontiamo partita dopo partita, in un altro campionato potremmo essere secondi o terzi. Nessuno però in questa stagione lascia nulla: Roma e Napoli hanno un incredibile ritmo e dietro non molla nessuno. Noi dobbiamo fare partita dopo partita, probabilmente se non avessimo pareggiato con il Milan si poteva parlare di 8 vittorie consecutive. Domenica con il Cagliari ci mancherà Milinkovic-Savic, che per noi è importantissimo. Ma chi lo sostituirà lo farà nel migliore dei modi, sono fiducioso per il futuro". 

Un giudizio su Hoedt?
"Hoedt lavora tantissimo, quest'estate in ritiro era indietro nelle gerarchie. Ma giorno dopo giorno ha meritato di giocare, prova su prova. Gioca sempre bene così come de Vrij, Bastos e Wallace. Per me è un problema lasciare elementi come Wallace e Bastos in panchina, ma sono io che devo fare le formazioni, è il mio lavoro. L'angolano e il brasiliano giocherebbero in questo momento in qualsiasi squadra di Serie A, però con la difesa a 4 di centrali ne posso schierare solo due. Chi subentra fa benissimo, Wallace e Lukaku stasera hanno fatto benissimo. Wallace ha avuto tutto il fine primo tempo per scaldarsi, mentre il belga ha effettuato solamente una corsa perché non volevo restare in 10 uomini e Radu non riusciva più a continuare".

07 mar 2017

Capitan Biglia ne fa 100 !


Inzaghi lo ha detto più volte: “Biglia è il mio capitano, ci sono pochi giocatori come lui in Europa”. L’argentino è l’anima e il cuore del gruppo plasmato dal mister capitolino. Lucas detta i passaggi, crea gioco e macina kilometri. Non è tutto qui perché il numero venti è anche un grande interditore. Corre, pressa, morde le caviglie avversarie e recupera palloni, tanti. Domenica sera al Dall’Ara ha strappato cinque volte palla ai rossoblù, più di qualsiasi altro compagno di squadra.

IL CAPITANO FA 100 Temperamento latino e carattere d’acciaio gli hanno permesso di conquistare il popolo laziale fin dal suo arrivo nell’estate del 2013. Quattro anni tra alti e bassi, ma vissuti intensamente quelli di Biglia all’ombra del Colosseo. La gara di Bologna non è stata una qualsiasi anche perché in Emilia l’ex Anderlecht ha toccato quota 100 in A con l’aquila sul petto. Con l’aggiunta delle coppe sono 122 le presenze con la maglia della Lazio per Biglia con l’aggiunta di 15 gol, di cui quattro in questa stagione. Dopo la vittoria di San Siro Lucas ha detto chiaro e tondo: “Il mio futuro è la Lazio. Voglio restare qui, presto ci metteremo d’accordo”. Ancora non è arrivato l’annuncio ufficiale per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2018, ma le parti restano vicine.

TABù CHAMPIONS E FINALI - Sarebbe bello proseguire insieme regalandosi qualcosa di importante come la partecipazione alla Champions League. L’infortunio subito, ancora una volta contro il Bologna, nell’agosto del 2015 gli ha fatto saltare la sfida di ritorno dei play off con il Bayer Leverkusen. Una serata in cui l’assenza del ragazzo di Mercedes si è fatta pesantemente sentire. Non si può tornare indietro, ma si può guardare avanti e pensare a una classifica che sorride e a un terzo posto distante appena quattro punti. Una situazione del genere, se prospettata l’estate scorsa, sarebbe stata inimmaginabile. Merito di Inzaghi e dei suoi ragazzi che ci hanno sempre creduto. Ora c’è il rush finale senza dimenticare la Coppa Italia, con i biancocelesti che sono a una gara dalla finale. Il 2-0 dell’andata è un bel vantaggio, ma non del tutto rassicurante anche perché in semifinale ci sarà un altro derby contro la Roma. Fare bene potrebbe portare la Lazio ad un’altra finale che sono diventate un po’ il tabù di Biglia. Le due di Supercoppa Italiana con i biancocelesti, poi quelle pesantissime con l'Argentina che lo hanno particolarmente segnato. Il secondo posto dei Mondiali del 2014, inchinandosi alla Germania di Klose, e le due edizioni della Coppa America 2015 e 2017, con il Cile che ha avuto la meglio ai rigori. E’ arrivato il momento di abbattere questo spauracchio e di tornare ad alzare un trofeo, farlo da capitano avrebbe un gusto speciale.

30 gen 2017

Lazio Story: 30 gennaio 2000: quando la Lazio sconfisse il Bari di Fascetti.

La Lazio si lecca le ferite dopo l’imprevisto stop interno contro il Chievo. Eppure i risultati delle altre in lotta per la zona Europa non penalizzano più di tanto la squadra capitolina che conserva il quinto posto in una classifica che vede sempre più in testa la Juventus. Esattamente 17 anni fa i torinesi erano sempre capolista, ma i biancocelesti, dopo la vittoria all’Olimpico sul Bari e il pareggio del Cagliari al Delle Alpi, seguivano ad un solo punto.
LAZIO-BARI – Eriksson privo di Veron sceglie un 4-4-2 con Salas-Ravanelli davanti mentre a centrocampo le chiavi della manovra sono affidate a Stankovic. Fascetti risponde con un 4-4-2 a specchio, portando in panchina il gioiellino Cassano. L’avvio della Lazio è stupefacente: cross di Sergio Conceicao per Salas che in area viene agganciato da Perrotta. Per il direttore di gara Serena non ci sono dubbi e decreta il rigore che Mihajlovic realizza regalando il vantaggio. La squadra di casa domina in lungo e in largo la partita e spesso va vicina al raddoppio. Soltanto la traversa ferma Sensini e Ravanelli sugli sviluppi di corner battuti dal solito Mihajlovic. Il gol è nell’aria e al 39’ Ravanelli viene involato verso Mancini che riesce a respingere la prima conclusione, ma nulla può sulla respinta di Salas. Il Bari prova a riaprirla con Spinesi che al 42’ anticipa Marchegiani e dimezza lo svantaggio. L’illusione dura soltanto un giro d’orologio: discesa di Favalli che mette al centro e Nedved con un esterno destro sul secondo palo firma il 3-1. La ripresa è tenuta in controllo dai romani che intanto si concedono la terza traversa direttamente da un calcio d’angolo di Mihajlovic. Il pari del Cagliari contro la Juventus a Torino permette di rosicchiare due punti e di avvicinare così il primato.

15 gen 2017

S.S. Lazio: il comunicato della Curva Nord !

COMUNICATO CURVA NORD

La Curva Nord Lazio rilancia la sua sfida alle stelle contro l’appiattimento e l’imborghesimento dei tempi moderni. La decadenza di questa epoca basata sul virtuale e l’apparenza ha generato persone di plastica che vanno dietro a personaggi di cartone.
Tifosi imborghesiti,ingrassati dalla noia, che pensano di poter cambiare le cose stando fermi, schierandosi sul fronte dell’apparire e non dell’essere, magari davanti alla tv o su un social network.
Pseudo tifosi, alla disperata ricerca di pubblicità, hanno trascurato e mistificato un concetto per noi sacro: IL TIFOSO SEGUE LA SQUADRA DA VICINO. NEL BENE, E SOPRATTUTTO NEL MALE, AD OGNI COSTO!
Per tanto tempo, toppo amore, abbiamo lasciato sola la nostra Lazio, in preda a personaggi a cui, in passato, è stato dato ossigeno e che oggi, hanno solo contribuito a contaminare questo ambiente.
E’ tempo di rinfrescarlo.
Chiunque, crede, di avere in fondo al cuore, quello che per noi, vale come un ideale, è invitato ad alzare il culo e passare all’azione.
La Curva Nord è un ideale, la S.S. Lazio 1900 una fede, lo stadio il tempio per professarla.
A chi si preoccupa del futuro, suggeriamo di vivere il presente.
Al pessimismo, rispondiamo con il dinamismo, con la positività della bellezza nell’agire, tifando Lazio.
Ai tristi comunicatori dell’etere, diciamo che la loro era è finita. La meritocrazia è un diritto che va conquistato stando in “trincea” sugli spalti, ovunque giochi la nostra Lazio.
La Curva Nord, è la nostra casa, esserci per onorare il blasone che porta e difenderla da chi lo vorrebbe morta, è la nostra missione. Colorarla con sciarpe e bandiere, il nostro dovere.
Per sfuggire alla lobotomia e non morire di noia…
Per chi, più grande di noi, ci ha segnato la via…
Per chi è costretto a stare casa…
Per chi ha incontrato la morte seguendo la Lazio, canteremo più forte, sventolando le nostre bandiere in piedi sulle rovine, ridendo in faccia a chi ci vorrebbe morti. 

Curva Nord Lazio
 

fonteredazionecittaceleste

10 gen 2017

Calciomercato Lazio: il punto è che non c'è un punto.

E' caccia al centravanti: prima, però, la Lazio deve muoversi sul campo delle cessioni. Uno spartito noto già da tempo, ribadito da Igli Tare anche a pochi minuti dal match casalingo contro il Crotone. Il profilo è quello della punta di stazza, giovane, in arrivo dall'estero. Difficile sia il Sebastien Haller, a cui la Lazio era stata affiancata. Al di là delle smentite del direttore sportivo, a sconfessare l'interesse biancoceleste sono le cifre intorno alle quali ruoterebbe l'affare: 10-12 milioni, troppo per la finestra di gennaio, in cui il club capitolino non potrà fare cassa con cessioni di un certo rilievo. Mariano Diaz è il nome suggerito da AS: terzo centravanti del Real Madrid, seguitissimo da altri club. Difficile che si muova, oltretutto l'alta concorrenza complica questa ipotesi. Più plausibile, invece, Jurgen Locadia: proposto dalla scuderia olandese Seg, il classe '93 non sta trovando spazio al PSV, la Lazio potrebbe essere la piazza giusta per riscattarsi. Poi le occasioni low coast in B: da Felipe Avenatti, in forza allka Ternana, a Kevin Lasagna del Carpi - sulle cui orme si muove anche la Sampdoria. Infine c'è Paloschi: le sue caratteristiche sono diverse rispetto a quelle delineate dall'identikit di Tare, ma l'affare potrebbe essere agevolato, dopo il prestito di Berisha all'Atalanta stabilito a giugno. 
CESSIONI - Ma per qualsiasi mossa, la Lazio dovrà liberarsi degli esuberi. Il maggior indiziato per la partenza, è Filip Djordjevic. Stando a quanto riporta la rassegna stampa a cura di Radiosei, il centravanti serbo si sposterebbe solo in un club equivalente: il Lione è una soluzione approvata, diversamente il prestito a Crotone o Pescara. D'altro canto, però, tra il Lione e il giocatore non si sarebbero registrati contatti: a confemarlo, dopo le parole del presidente del club francese - "Non ho mai avuto un solo contatto con la Lazio per questo giocatore. Non c'è nessun interesse per lui" - anche l'entourage dell'ex Nantes. Con una cessione di rilievo, per il momento non prevedibile, potrebbero arrivare El Ghazi o Depay. Di offerte ne sono arrivate per Stefan de Vrij: il Manchester United gli fa la corte da tempo, così come il Chelsea, che già si era fatto avanti in estate. A giugno sarà il momento di prendere una decisione: il rinnovo è una faccenda complicata, la Lazio sta lavorando sulla clausola rescissoria - sembrerebbe fissata sui 60 milioni. Al termine della stagione, sarà difficile trattenere il centrale olandese nella Capitale. La Lazio sta lavorando già oggi per trarre il più possibile dalla sua cessione. 

fonte lalaziosiamonoi

08 gen 2017

Alessandro Rossi: "L'esordio? Ancora non mi sembra vero".

La chiamata dalla panchina, le gambe che ti tremano, la mente che si offusca per due minuti. Sei all'esordio in Serie A, con i grandi. Ma la paura dura giusto il tempo di entrare in campo. L'esordio di Alessandro Rossi è andato più o meno in questo modo. Proprio Rossi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 dove ha descritto le sue emozioni: "L'esordio? Ancora non mi sembra vero. Mi sembra di vivere un sogno, sono felice perché sono entrato ed abbiamo vinto. Me lo aspettavo un po' di esordire, mancavano tanti giocatori davanti. Per me è un premio perché stavo facendo molto bene in Primavera. Ma l'importante è che oggi il gol sia arrivato, abbiamo ottenuto tre punti importanti dopo la sosta. E' arrivata la vittoria e va bene così. A chi dedico questo esordio? La dedica va a tutte le persone che mi vogliono bene e mi stanno vicino. Soprattutto a mia madre che mi ha sempre sostenuto e mi è stata  sempre vicino. Ad Inzaghi gli dico un gigantesco grazie, sono anni che mi conosce e mi insegna tanto. Quando mi è stato detto di entrare, per un minuto o due, era tutto offuscato. Poi ho riflettuto  e ho notato che dopo anni di fatiche alla fine ero lì ed ho realizzato un sogno che inseguivo da anni, che sembrava difficilissimo. Questo esordio rappresenta un obiettivo, ma è anche un punto di partenza: da qui si inizia a fare una grande carriera, spero di farla con questa maglia". 
Rossi è intervenuto anche in mixed zone dove ha risposto alle domande dei cronisti presenti: "Quando il mister mi ha chiamato, non mi sembrava vero, mi sentivo tutto offuscato. Trenta secondi prima di entrare, ho pensato a tutti i sacrifici che ho fatto per realizzare il sogno di una vita. La vita cambia in un attimo, non mi sembra vero. Provo a non pensarci, a tornare in campo lavorando più di prima. Chi mi è stato d'aiuto? Biglia è capitano proprio per questo, sa sempre cosa dirmi. Anche Cataldi e Murgia, ma in realtà tutti mi danno una mano. Sono in un gruppo affiatato. Il mister crede in noi giovani, e i fatti gli stanno dando ragione: Cataldi fa sempre bene, Strakosha anche, Lombardi e Murgia si sono fatti valere e anche io in quel poco tempo che ho avuto a disposizione. Sta cambiando qualcosa nel calcio, è giusto dare spazio ai giovani. Inzaghi mi ha detto di entrare e fare l'inferno. Mi dice di concentrarmi, di allenarmi e cerco di fare del mio meglio. La maglietta me la porto a casa, oggi la incornicio!"

17 dic 2016

Immobile: "Voglio diventare l'idolo della Nord".

Come prendersi la Lazio in 16 presenze. Chiedere a Ciro Immobile, 9 gol e 1 assist fin qui. L’attaccante che mancava ai biancocelesti c’è, ha dato le sue risposte in campo e non solo. Ai taccuini di Sportweek, Ciro si è confessato: "Mister Inzaghi mi ha coccolato fin dal primo momento, ha detto che mi voleva a tutti i costi, mi ha messo al centro del progetto”. Bello rilanciarsi dopo due non ottime avventure all’estero, ma non sono tutti brutti ricordi: "Ho rivisto alcuni ex compagni e sono stati affettuosi con me. Di nuovo lontano? Un giorno magari ma ora ho la Lazio, sto bene e non cambierò. Non sono buono solo per la Serie A. Se fosse così allora non dovrei far bene in Nazionale. A 26 anni per me è un momento decisivo, ho deciso di abbassare la testa e lavorare duro”. Poi chiosa finale su Lotito e i tifosi: "Col presidente si parla bene, dispiace per la contestazione. Spero di poter essere diventato l’idolo della Curva, non era facile sostituire uno come Miro Klose”.